La caotica capitale del Sol Levante


Giugno, città di Tokyo.
Nella più grande città del mondo è il periodo delle piogge.
Una quantità incredibile di ombrelli bianchi si muovono sulle strade dell'affollato quartiere di Shinjuku. Già perchè qui, tutti possiedono un ombrello.


E gli ombrelli bianchi servono solo per staccare dalla monotonia del nero imperante degli abiti dei salary-men che si recano al lavoro?
Forse la ragione vera della popolarità dell'ombrello è da ricercarsi innanzitutto nel costo (poco meno di un euro, quindi alla portata di chiunque) e, in secondo luogo, per le capigliature perfette sia degli uomini che delle donne che, con l'acqua piovana, potrebbero rovinare la loro intera giornata.
Ecco perché, dall'anarchico al libero professionista, tutti hanno un ombrello sopra la testa!

E quando c'è il sole? Spazio ad altri ombrelli! Alcune donne non amano la pelle abbronzata e quindi optano per un giretto con ombrello (stavolta scuro) e guanti lunghi sino al gomito per evitare una colorazione più incline a persone che lavorano sotto il sole (contadini o muratori) che a signore borghesi.

Le cose che saltano all'occhio dello straniero sono diverse e tutte meritevoli di attenzione. Innanzitutto l'estrema pulizia che contraddistingue Tokyo dalle altre grandi città del mondo. Nessun mozzicone per terra, nessuna cartaccia e nessun pacchetto di sigarette o lattina al suolo ma la cosa davvero strana è che... non esistono bidoni per le strade! Quindi la domanda che tutti gli stranieri si pongono è sempre la medesima: "dove diavolo getteranno via i rifiuti?".


Una risposta c'è: terminata una bevanda in lattina, prelevata da uno degli innumerevoli distributori di bevande posti in ogni angolo della città, possono porla o nei bidoncini differenziati posti proprio accanto a questi distributori automatici oppure in alcuni contenitori locati nelle stazioni della metropolitana.

E i mozziconi? È vietato fumare su molte strade e i tabagisti possono fumare in zone attrezzate, anche in angoli urbani, laddove sono posti degli enormi portacenere. E le feci del proprio cane? Paletta e sacchettino e si riporta a casa per gettarla nel wc o nel bidone dell'umido. Tutti seguono le regole. E tutti vivono meglio.


Henry Wong ha scritto:
Sono stato a Tokyo poco tempo fa... quanto mi manca! Quanto devo ancora vedere, quindi è d'obbligo tornarci al più presto! :) Ah, il classico ombrello bianco-trasparente me lo sono portato a casa e lo uso quando piove, un po' per nostalgia delle passeggiate per Shinjuku mentre piove e un po' perchè qua sono l'unico ad usarne uno di quel tipo! :)
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In collaborazione con


Marco Paracchini
regista audiovisivo


Si occupa di regia audiovisiva nell'ambito delle produzioni legate al branded social content, green communication ed ethic advertising (spot, corti, web tv). Ha realizzato spot per cinema, web content e documentari. È inoltre regista indipendente di opere cinematografiche in breve. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, primo tra tutti il premio come Migliore Sceneggiatore da Pupi Avati e la sua giuria, all'opera "Jimmy" presso "Storie di fine millennio" (Bologna, 1999) infine dal regista Abel Ferrara, con il Premio Speciale al Sarno Film Festival, al cortometraggio "L'Audace Viaggiatore" (Sarno, 2011).

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